Natale
Questo Natale vissuto nelle difficoltà può “segnare l’inizio di una rinascita materiale” e “interiore fatta di solidarietà, di accoglienza reciproca, di collaborazione, di sostegno per guardare avanti insieme e con forza”. È l’augurio formulato dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo. Pur “nella precarietà, nella fragilità e nella trepidazione”, osserva, “la speranza non è mai venuta meno”. Dalle macerie “è possibile costruire qualche cosa di nuovo”, chiosa richiamando la “rete enorme di solidarietà e di aiuto” sperimentata ogni giorno. Il 22 dicembre alle 16, il presule benedirà e inaugurerà il campo Caritas nei terreni adiacenti la Madonna delle Grazie a Norcia (la chiesa è crollata, l’edificio che per anni ha ospitato i campi scuola dei ragazzi delle diocesi è da abbattere). Quattro i container per ospitare i volontari. In una tensostruttura di 150 metri quadrati è stato allestito un emporio della solidarietà per la distribuzione dei generi di prima necessità che vengono portati dai magazzini Caritas di Spoleto. Nella stessa area sorgerà il Centro di comunità di Caritas italiana (struttura di legno per le celebrazioni eucaristiche, le attività pastorali, momenti di aggregazione e festa).
Accanto al Centro Caritas, si sono trasferiti a vivere con il loro camper il parroco di Norcia don Marco Rufini, e Rinaldo e Francesca, la coppia di sposi che dai primi di novembre è nelle zone terremotate a nome di Caritas Umbria. Per il Natale, mons. Boccardo presiederà le celebrazioni in Valnerina: il 24 dicembre a mezzanotte a Norcia, nella tensostruttura adibita a centro pastorale, e il 25 dicembre a Cascia (ore 11.30, tensostruttura di Piazza Dante) e a Preci (ore 15, centro di comunità Caritas), e intanto ricorda la presenza del pinnacolo della Basilica di S. Benedetto a fianco del presepe in piazza San Pietro in Vaticano.