Federazione europea famiglie cattoliche
Si esprime criticamente riguardo “ad alcuni elementi problematici” della proposta di legge in discussione al parlamento maltese – nota come “Equality bill” – anche la Federazione europea della associazioni di famiglie cattoliche (Fafce), come per altro già aveva fatto la Conferenza episcopale maltese lo scorso ottobre. In una lettera inviata al primo ministro maltese, Joseph Muscat, il presidente del Fafce Antoine Renard, pur riconoscendo “il lodevole obiettivo” dell’Equality bill nel “combattere la discriminazione e promuovere il rispetto per ogni persona”, evidenzia alcuni aspetti della proposta di legge che “non sono conformi agli standard giuridici e alle garanzie” dell’Ue. Un esempio è l’”inversione dell’onere della prova” che esonera dalla “presunzione d’innocenza”: di fronte ad accuse di discriminazione, come può l’“imputato dimostrare la sua innocenza in una materia che è legata a questioni soggettive?”. Ne consegue che “la libertà di espressione e di religione sono minacciate” perché non è possibile sapere che cosa si possa dire o meno: le persone potrebbero sentirsi offese e aprire un caso in forza dell’Equality bill.
Sostenere il matrimonio tra un uomo e una donna potrebbe diventare proibito perché soggettivamente percepito come lesivo, aveva chiarito la commissione di esperti della Conferenza episcopale. Un altro elemento che la proposta di legge mette a rischio è quello del diritto alla “obiezione di coscienza”, così come la possibilità per la Chiesa come per gli enti basati su principi etici o religiosi di selezionare i propri collaboratori sulla base dell’adesione personale a tali principi. La richiesta del presidente Fafce è quindi che questa proposta “che ha sollevato forti e fondate critiche in tutti gli strati della società” sia ritirata.