Messaggio
“Gesù non nasce nelle bellezze delle nostre case piene di luci, se il nostro cuore non diventa ‘più caloroso, più umano, più fraterno’. Gesù non nasce nelle nostre chiese se, come Chiesa, non siamo capaci di ascoltare ‘in questo tempo l’invito di Dio a prenderci cura di questo mondo'”. L’arcivescovo di Matera-Irsina, monsignor Antonio Giuseppe Caiazzo, fa ricorso all’ultimo scritto di padre Jacques Hamel, il sacerdote ucciso a fine luglio in Francia, per gli auguri natalizi pubblicati dal quindicinale diocesano “Logos – Le ragioni della verità”. “È un tempo di grande miseria umana quello che stiamo vivendo”, sostiene l’arcivescovo, per il quale “tanti segni di povertà mettono paura e ci fanno rinchiudere nella grotta del nostro intimo”. Nell’elenco, crisi economica, litigiosità politica, terremoto e terrorismo. Ma – sottolinea mons. Caiazzo – “la miseria più grande e l’uomo senza Dio”. Nel “nostro mondo, pieno di capanne come quella di Betlemme, nasce oggi Gesù per illuminare e ridare speranza, per renderlo più umano”, ricorda l’arcivescovo riferendosi a famiglie, giovani, sofferenti. E poi ci sono i profughi “desiderosi di uscire da ingiustizie, guerre, sopraffazioni, sfruttamenti. Anche qui “nasce Gesù, in questo mondo fatto di interessi ed oppressi, di muri e steccati”, continua mons. Caiazzo, che ai giovani chiede di non permettere “a nessuno di rubarvi dignità, bellezza di quello che siete, forza della vita che c’è in voi”. “Gesù viene per ridare la speranza che, a volte, troppe delusioni, tradimenti di ideali, fiducia persa nella Chiesa e nelle Istituzioni, hanno fatto smarrire e per riaccendere fede, amore, pace”, evidenza mons. Caiazzo. “Lui, l’Essenziale, la nostra speranza, ridona luce al buio dell’esistenza”.