Natale 2016

Cardinale Scola: “la reazione al terrorismo non è solo paura e sicurezza. Essenziali educazione, cultura e testimonianza”

Di fronte alla “scia di attentati terroristici che ha tragicamente insanguinato quest’anno, fino all’ultimo, a Berlino, la prima istintiva reazione è la paura; e subito dopo, la richiesta di un rafforzamento delle misure di sicurezza. Ma la sicurezza non è tutto. Diventa essenziale l’educazione, la cultura e la testimonianza”. È quanto ha affermato ieri l’arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, nell’omelia durante la messa per il Natale presieduta in Duomo. “Occorre contestare l’ideologia jihadista, ponendosi e opponendosi a essa”, ha proseguito l’arcivescovo, spiegando che “come cristiani il nostro modo di porsi è innanzitutto annunciare Gesù Cristo, con più vigore e meno complessi”. “Nel nostro porsi c’è già anche l’op-porsi”, ha aggiunto Scola, osservando che si tratta di “opporsi a ogni violenza nel nome di Dio, come Papa Francesco non si stanca di richiamare” e “anche al sistema economico che fa sì che, come Paesi occidentali, chiudiamo gli occhi di fronte ai Paesi che fomentano il discorso estremista, nella speranza che si tratti soltanto di un discorso”. “Non sono solo parole, sono fatti. E morti, la maggior parte dei quali fuori dall’Europa”, ha rilevato l’arcivescovo, ammonendo che “troppo tempo abbiamo già perso svendendo le nostre convinzioni, la libertà religiosa in primis, per il nostro, moderno, piatto di lenticchie. E ora la minaccia è globale”. “In questa duplice presa di posizione – secondo Scola – sta il contributo più vero che possiamo offrire ai nostri fratelli musulmani che, nella larghissima maggioranza, guardano sgomenti quanto sta avvenendo, ma stentano ad articolare un’alternativa chiara, scaricando troppo spesso la responsabilità soltanto sulle condizioni di ingiustizia economica e sociale”.