Esequie
Migliaia di persone hanno dato questo pomeriggio nel duomo di Bressanone l’ultimo saluto al vescovo emerito Karl Golser, morto la notte di Natale dopo una lunga e dolorosa malattia – una forma atipica di Parkinson – che gli aveva dapprima tolto la parola e poi, via via, ogni possibilità di movimento. “In questi ultimi cinque anni – ha ricordato il vescovo Ivo Muser nella sua omelia – il vescovo Karl non è più riuscito a dire una parola. Lui, il professore che si era dedicato alla parola, che non si è mai tirato indietro quando si trattava di fare un intervento o prendere posizione, usando con competenza le parole, non poteva più parlare. Lui, che in tanti abbiamo conosciuto come un intelligente e diligente operaio nella vigna del Signore, che conosceva bene diverse lingue, in questi ultimi anni ci ha parlato con la lingua del suo dolore. E attraverso questo linguaggio doloroso è riuscito a dire molto al cuore di tante persone. Da professore è diventato confessore. E da questa cattedra profondamente umana e cristiana, da questo suo comunicare senza parole ci parlerà ancora a lungo”. Il vescovo Muser ha ricordato come mons. Golser sia “nato alla vita eterna nella notte della nascita del Signore: questa è la speranza e la consolazione di questa ora. Il vescovo Karl ci parla come sacerdote, professore, vescovo, come uomo e cristiano attraverso la sua terribile malattia, e anche attraverso il giorno della sua morte”.