Messaggio
“Ma quanto vale la vita di un bambino? Quanto vale la vita di un figlio? Quanto vale la vita di un uomo? A Natale abbiamo scoperto che ogni bambino, ogni uomo ha il prezzo di Dio, dell’eterno, dell’infinito. Ogni uomo costa Gesù, il figlio di Dio che si fa carne. Non lo dobbiamo mai dimenticare e dobbiamo aiutare ogni persona a scoprirlo”. La riflessione di monsignor Filippo Santoro, arcivescovo della diocesi di Taranto, nel messaggio di Natale alla comunità ionica, parte dai drammatici fatti di Berlino e dalle immagini dei tanti bambini di Aleppo, che fuggono dalla guerra tra sangue e polvere. “Vorrei che in questo Natale, ancora una volta non ci accontentassimo dei riverberi del giorno più bello dell’anno, ma puntassimo alla stalla giusta, alla mangiatoia nella quale al Redentore è piaciuto giacere. Non intratteniamoci nella stalla accanto, in quella adiacente della solidarietà di occasione o delle frasi circostanza. Ricevere Gesù vuol dire ricevere la vita vera, ravvivare i legami del Verbo di Dio, parlare il linguaggio dell’amore e frantumare la cultura della morte. Convertirsi, come dice papa Francesco, dal dio denaro al Natale cristiano della sobrietà, della verità e dell’amore. Natale è l’amore smisurato di Dio che si commuove per la nostra fragilità, ci perdona, ci abbraccia e si fa abbracciare facendosi piccolo e bambino. Natale è un fatto. Non il Messia potente guerriero, ma quel bambino piccolo e fragile nella nostra stessa carne perché il suo regno non avanza con la forza, ma con la debolezza. Non si impone, ma si propone discretamente a chi è assetato di amore e di vita”.