Lettera aperta

Pedofilia: don Di Noto (associazione Meter), continuare a lottare per difendere i bambini

“Siamo ormai alle ultime battute del 2016, che è stato un anno abbastanza complicato e difficile per tutti noi. Andiamo verso un nuovo anno, che dovrebbe essere ancora una volta un momento di speranza e trasformazione: quando si apre il librone della vita di ognuno di noi, un anno è una pagina bianca da riempire. È per questo che la speranza è sempre alta”. Lo afferma don Fortunato Di Noto, sacerdote e parroco ad Avola (Siracusa), fondatore di Meter onlus, nella tradizionale lettera di fine anno. “Purtroppo per me, purtroppo per tutti noi, la pedofilia continua a produrre nuovi contenuti con un ritmo impressionante”. “L’anno si chiude, ma i siti, le foto, i video che segnaliamo come associazione Meter Onlus sono tanti, troppi. Uno potrebbe anche dire che in fondo, dopo trent’anni, a questa roba ci abbia fatto il callo. E invece no: continua ad essere lo stesso dolore ogni volta, non ci si abitua mai. Perché dietro ogni singola foto c’è una bambina, c’è un bambino, che vengono violentati e soffrono”. “L’ho detto e lo ripeto: si può essere ex carnefici, ma mai ex vittime. E non mi pare di aver mai incontrato un pedofilo realmente pentito di quello che ha fatto”.
Di Noto aggiunge: “Le vittime rimarranno veramente sempre vittime”. “Non mi sono messo in testa di salvare il mondo e quello che faccio ogni giorno lo faccio da solo insieme ai miei volontari. Mi hanno da poco messo a dirigere l’Ufficio per le fragilità della diocesi di Noto, ma non ho fatto carriera: mi hanno solo dato lavoro in più che vorrei condividere con tutti voi”. Infine: “Vi prometto che non mi fermerò, ma chiedo l’aiuto di Dio, che mi dia la forza di un bufalo… Anche nel 2017 farò ancora una volta il mio dovere” gradando “lasciate stare i bambini!”.