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“Quando si conclude un anno è interessante provare a fare un esercizio di memoria. Guardare al passato, ricordare, fare memoria è importante per il nostro cammino di uomini e di credenti. Il ‘Te Deum’ invita ad una memoria che sa ringraziare”. È quanto scrive Carlo Vallati nell’editoriale pubblicato sull’ultimo numero de “La Guida”, il settimanale della diocesi di Cuneo. “Prima dei pasti qualcuno ha l’abitudine di ringraziare per il cibo che mangerà e per chi l’ha preparato, ma quella gratitudine andrebbe estesa ad ogni aspetto della vita”, osserva Vallati, secondo cui “pur così fondamentale, il ringraziamento è tutt’altro che facile”. Per questo bisogna “imparare a dire ‘grazie’. Si insegna ai bambini, ma poi da adulti si dimentica”, prosegue Vallati, evidenziando che “il fatto di insegnarlo ai bimbi, è indice che quello non è un linguaggio spontaneo nemmeno per loro”. Quindi “a dire ‘grazie’ s’impara, è necessario essere educati”. “So che troppi ‘grazie’ per un dono ricevuto possono sembrare noiosi”, aggiunge l’editorialista, che invita “per una volta, a superare la distaccata ironia che provoca sorrisi seccati per chi si mostra gentile”. “Diciamo ‘grazie’ per ogni miracolosa ‘normalità’. E i ‘grazie’ diventeranno come tutte le cose buone: uno tira l’altro”, assicura. “Nella quotidiana esistenza non tutto è ‘grazia’, ma la ‘grazia’ è tutto”, ricorda Vallati, che conclude: “Si ringrazierà anche per quelli che non lo fanno. Ed anche questa è una ‘grazia’, per tutti”.