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Diocesi: mons. Lupi (Savona-Noli) a “Il Letimbro” ricorda i momenti più belli e difficili del suo episcopato

“Il momento più bello è stato la visita di Benedetto XVI, un privilegio per il quale non avevo nessun merito perché era già quasi tutto organizzato, ma che di sicuro mi ha molto emozionato è stato senza dubbio un buon inizio. Tuttavia la cosa pastoralmente più gratificante è stata il convegno diocesano. Una bella esperienza che ha dato sicuramente dei frutti, almeno per quanto riguarda il coinvolgimento delle persone, i delegati hanno lavorato davvero bene”. Lo dice monsignor Vittorio Lupi, amministratore apostolico di Savona-Noli, in un’intervista rilasciata al direttore de “Il Letimbro” Marco Gervino, nel numero di dicembre del mensile. Circa invece i momenti più difficili il presule non ha dubbi: “Tutte le vicende legate alla pedofilia: anche se si trattava di fatti avvenuti in passato, spesso anche lontano, purtroppo ho dovuto affrontarli io con ferite che naturalmente ancora non erano rimarginate”. Poi entra nel merito della vicenda: “Sotto il mio episcopato sono stati ridotti allo stato laicale i due sacerdoti diocesani ritenuti colpevoli di questi crimini. Abbiamo varato, prima diocesi in Italia, un percorso di informazione e prevenzione sul tema della pedofilia assieme a una realtà autorevolissima e laica come il Cismai e invitando personalità che da anni combattono questa piaga come don Fortunato Di Noto. Più volte ho chiesto perdono a nome della chiesa di Savona-Noli se in passato si è sottovalutato questo dramma. In più occasioni ho affermato con forza e senza paura che si tratta di un crimine gravissimo che avviene in vari contesti, ma che quando è perpetrato da un sacerdote è ancora più inaccettabile e che di sicuro non si sarebbe più accettato nella nostra diocesi tanto che ho invitato in prima persona a denunciare eventuali responsabilità direttamente alla Magistratura”.