Formazione
“Il tema dell’inclusione sociale è più che mai attuale nella nostra situazione politica”, per questo “il presidente Juncker non trascura di sottolineare quanto sia importante nell’agenda europea sostenere l’occupazione giovanile”. “I corsi di preparazione professionale dei giovani sono” in tal senso “estremamente importanti”. Helen Hoffmann, consulente per gli affari sociali della Commissione europea, è intervenuta all’incontro promosso ieri sera a Bruxelles dall’associazione Don Bosco International e dalla Comece sul tema della disoccupazione giovanile, anche in relazione agli interventi Ue e al contributo delle organizzazioni della Chiesa cattolica. L’eurodeputato Brando Benifei, co-presidente dell’inter-gruppo giovani al Parlamento Ue, ha dichiarato: “La piaga dell’inattività dei giovani che rimangono per lungo tempo alieni al sistema lavorativo è un fenomeno gravissimo che coinvolge gli aspetti economici e sociali allo stesso tempo”. Enrico Peretti, del Cnos-Fap (Centro nazionale opere salesiane-Formazione e aggiornamento professionale), illustrando il caso italiano, ha sottolineato: “In Italia è iniziato” in alcune regioni “un programma di doppia formazione che coinvolge l’accompagnamento al lavoro e la risposta alla domanda di formazione dei giovani”. “Nell’esperienza di don Bosco il lavoro nell’officina era importante, ma lui non si considerava un formatore di operai ma di cittadini”. “Ogni azienda promuove un progetto di apprendistato duale e questa alternanza di ore scolastiche e ore di lavoro favorisce l’inserimento nel mondo produttivo”. “Dopo un anno di apprendistato, il 70% dei ragazzi – ha aggiunto Peretti – viene inserito nel mondo del lavoro”. La “filiera formativa che si è creata con questo programma porta a un livello di istruzione intenso quanto un corso universitario. È uno strumento nuovo per l’Italia, ma non per i Salesiani, che hanno sempre considerato questo sistema come vincente”. A sua volta Ivan Toscano, di Cnos-Fap, ha osservato che la sua organizzazione “prevede la promozione dell’internazionalizzazione del profilo degli studenti per incrementarne l’occupabilità attraverso stage, apprendistati e sistemi di alternanza scuola-lavoro. Acquisendo capacità multitasking i giovani lavoratori sono esponenzialmente più preparati al confronto con il mondo del lavoro”. L’apprendistato rappresenta dunque “un valore aggiunto fondamentale: senza la collaborazione tra l’azienda e lo studente-lavoratore, entrare nel mondo del lavoro diventa oggi quasi impossibile”.