Guerra
“Un concerto di musica classica in mezzo ad una battaglia. Solo ad Aleppo succede che in mezzo alla morte una voce di pace si alza in mezzo a tutte le altre che annunciano la guerra, per sollevare gli animi e dimenticare per qualche istante la morte e il freddo”. È la testimonianza di Pascal Bedros, focolarino libenese ad Aleppo. “Cosa succederà adesso? – si chiede -. Finirà la guerra ad Aleppo ridando tranquillità alla gente che ha tanto sofferto, anche se si ritroverà con una gran parte della città distrutta? La popolazione è stanca e vuole che il conflitto finisca, ma i gruppi armati non si danno per vinti e vogliono combattere fino in fondo”. Nonostante l’appello dell’inviato speciale dell’Onu, Staffan De Mistura, a tutti i gruppi a lasciare la città e a risparmiare la vita della gente che, “altrimenti, pagherà con un numero di vittime molto alto”. Questa, sottolinea Bedros, “è la logica della guerra! Ma come dimenticare che alla fine è l’Uomo che muore, poiché ciascuno, buono o cattivo, è ad immagine di Dio, seppure sepolta sotto mille vizi e cattiverie”. Di qui l’auspicio conclusivo: “Con il Natale che bussa alle porte, chiediamo allora che non sia solo ricordare un fatto passato con i soliti festeggiamenti, ma che l’arrivo del Principe della Pace cambi qualcosa nei cuori e nei gesti di noi tutti, e che diventino delle piccole pietre nella costruzione di un mondo migliore, che tutti sogniamo”.