Solidarietà

Cooperazione internazionale: il 9 e 10 dicembre il Forum Lvia

Venerdì 9 e sabato 10 dicembre a Cuneo l’associazione di solidarietà e cooperazione internazionale Lvia (Associazione internazionale volontari laici) organizza il Forum “La cooperazione internazionale: un percorso di reciprocità”. L’evento è promosso per celebrare i 50 anni dell’associazione, e si svolgerà presso il Centro Incontri della Provincia, in corso Dante 41. Lvia nasce nel 1966 a Cuneo, dove don Aldo Benevelli catalizzò il primo nucleo di giovani volontari: “con il Concilio Vaticano II si faceva strada l’idea di una Chiesa nuova e a noi interessava soprattutto il rinnovamento del cristiano, come uomo che sta vicino all’uomo”, spiega don Aldo Benevelli che ricorda i primi passi dell’associazione. Oggi l’associazione è presente in 10 Paesi africani ed è attiva anche in Italia.
Il Forum Lvia sarà incentrato sui temi delle guerre e le crisi ambientali che comportano siccità e carestie, come questioni ormai globali che, se manifestano gli aspetti più tragici nei contesti al di fuori dell’Europa, vedono un coinvolgimento vastissimo nel cambiamento climatico e nel fenomeno migratorio. Vi sarà anche una riflessione sui valori fondanti dell’Unione Europea e sul rilancio del dialogo e dei partenariati tra Africa ed Europa, con l’intervento di Cecile Kienge, Europarlamentare e membro della Delegazione per le relazioni con il Parlamento PanAfricano e ancora nell’ottica della reciprocità, le prospettive della cooperazione italiana saranno discusse con Pietro Sebastiani, direttore generale per la Cooperazione allo Sviluppo. Nel corso del Forum è prevista la partecipazione di monsignor Ouedraogo, vescovo di Koudougou e fautore di percorsi di dialogo interreligioso nel complesso contesto del nord del Burkina Faso. Nella giornata del 9 dicembre, è inoltre attesa la partecipazione di Gianluigi Buffon, capitano della nazionale di calcio. Ezio Elia, presidente Lvia commenta: “In questi 50 anni l’idea da cui è nata Lvia e il sogno che ha animato i primi volontari sono sempre vivi e si sono rinnovati ad ogni sfida che i tempi e i Paesi in cui operiamo ci hanno posto. Anche adesso il mutevole e drammatico contesto mondiale continua ad interpellarci”. “Abbiamo la necessità di un rinnovato approccio culturale come risposta del territorio alle sfide locali e globali – conclude Elia -. Una risposta che si sviluppi non in termini di ‘chiusure’ o, al contrario, di ‘beneficenza’ ma in un’ottica di ‘relazione’ e ‘reciprocità’ con il resto del mondo”.