Omelia
“Questa sera non festeggio da solo. Insieme a me festeggiano tutti i sacerdoti perché” nella festa di Pietro e Paolo “fissiamo lo sguardo verso il cielo attratti dalla testimonianza degli apostoli”. Con queste parole monsignor Francesco Cacucci ha ringraziato l’assemblea presente per festeggiare il 50° anniversario della sua ordinazione sacerdotale nella cattedrale di San Sabino di Bari. “In questo giorno non dobbiamo dimenticare l’inscindibilità tra eucarestia e adorazione perché la prima è medicina di immortalità, come diceva sant’Ignazio di Antiochia, e la seconda è una vera adorazione della vita in Gesù e nel suo sangue offerto al Padre. Così senza la domenica, senza la Pasqua settimanale non possiamo vivere, come detto nello scorso convegno eucaristico. Questo mi consola non poco perché nella consegna al Signore, nelle sconfitte così come nelle gratificazioni, tutto viene da Lui accolto e a Lui permette di affidarci totalmente”. Cacucci poi ha spiegato che la missione dei sacerdoti sta nell’affidarsi all’Eucarestia come “pane del pellegrino” e non solo come gesto rituale: “La partecipazione alla consegna del Padre con Cristo in croce segna l’Eucarestia di noi sacerdoti. Se soltanto ci innamorassimo dell’Eucarestia non considerandola come momento rituale ma come la nostra vita ridimensioneremmo la preoccupazione dei nostri riti e riusciremmo ad offrire noi stessi continuamente”.