Economia
(DIRE-SIR) – “Occorre definire in modo inequivocabile le caratteristiche che escludono il professionista dal pagamento dell’Irap per l’assenza dell’autonoma organizzazione”. È quanto si legge nel rapporto dell’Osservatorio Professioni della Cna. “Sebbene, infatti, la giurisprudenza di diritto abbia ormai sancito questa esclusione- sottolinea il report- l’area dei requisiti per poter accedere a tale esenzione risulta essere tutt’altro che chiara, lasciando molti professionisti nel dubbio se rischiare di non pagare il tributo con tutte le incertezze del caso, ovvero, di pagare per poi presentare istanza di rimborso. È una situazione di incertezza che deve essere dissipata al più presto”. Cna Professioni, ritiene che la costruzione di un sistema di diritti e di tutele per il lavoro autonomo non possa prescindere dall’adozione di interventi in tema di previdenza e malattia. “Occorre superare l’erronea assimilazione dei professionisti iscritti alla gestione separata ai lavoratori parasubordinati, nonché gli oneri contributivi che da tale assimilazione ne derivano. È necessario introdurre misure strutturali che riconfigurino il complessivo onere contributivo, attraverso l’abbassamento dell’aliquota previdenziale al 24 per cento e la creazione di una gestione previdenziale specifica, dedicata a tutte le professioni non ordinistiche”, spiega il rapporto.
Inoltre, “in caso di malattia o infortunio di gravità tale da impedire lo svolgimento della attività lavorativa per oltre sessanta giorni, occorre prevedere per l’intera durata della malattia o dell’infortunio, oltre alla sospensione del versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi, anche quella degli adempimenti tributari e delle imposte. Occorre anche estendere l’equiparazione alla degenza ospedaliera per tutti i periodi di malattia conseguenti a trattamenti terapeutici derivanti da forme di malattia grave certificata e non solo riferibili a malattie oncologiche”. Per quanto riguarda il Jobs act professioni, all’esame del parlamento, infine, la Cna chiede “la deducibilità al 100% delle spese di formazione e accesso alla formazione permanente attraverso l’introduzione di un nuovo regime di deducibilità dall’imponibile Irpef per le spese relative alla formazione dei lavoratori autonomi”. Gli artigiani prevedono quindi “l’integrale deduzione, entro il limite annuo di 10.000 euro, per master, corsi di formazione o di aggiornamento professionale, l’integrale deduzione, entro il limite annuo di 5000 euro, per certificazione delle competenze, ricerca e sostegno all’autoimprenditorialità e l’integrale deducibilità, entro il limite annuo di 5000 euro, per il pagamento delle polizze assicurative o di solidarietà”.