Guerra

Siria: Hijab (Hnc), pronti a tornare al tavolo negoziale

(DIRE-SIR) – “L’Alto Comitato per i negoziati si impegna alla soluzione politica in Siria. Ci siamo impegnati a farla riuscire ma a causa del comportamento del regime e dei suoi alleati – che non hanno rispettato quanto stabilito dalle risoluzioni – è fallita”. Ne è convinto il Coordinatore Generale dell”Alto Comitato Negoziale dell’opposizione siriana (Hnc), Riad Hijab, incontrando stamani a Roma il Capo della diplomazia italiana Paolo Gentiloni. Poco prima, Gentiloni si è intrattenuto a colloquio con l’inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria, Staffan De Mistura. Per Hijab l’esclusione del Presidente siriano Bashar Al-Assad non è una precondizione per la partecipazione dell’Hnc al tavolo di Ginevra, “ma ci sono risoluzioni che vanno rispettate – sottolinea – e dopo i crimini commessi da questo regime – anche il Segretario generale dell’Onu ha parlato di crimini di guerra – come è possibile che non affronti il giudizio di un Tribunale internazionale?”. Ricorda quindi che gli articoli 12, 13 e 14 della Risoluzione Onu 2.245 non sono stati rispettati, quelli cioè che sanciscono la rimozione dell’assedio, il via libera alla distribuzione degli aiuti umanitari e infine la liberazione dei detenuti politici. “Anzi – afferma Riad Hijab – dall’ultima risoluzione del Consiglio ne sono stati arrestati altri 2.500. E continuano i bombardamenti contro civili inermi usando anche armi vietate dal diritto internazionale”, come quelle chimiche o le barrel bombs.

Noi vogliamo tornare al tavolo – prosegue – ma chiediamo il rispetto delle risoluzioni e l’impegno da parte della comunità internazionale su questo punto. Non ci fidiamo più dei russi – che si sono schierati al fianco del regime – e siamo convinti che serva un’agenda chiara per la transizione”. Quindi afferma che “per sconfiggere il terrorismo occorre eliminare la fonte, ossia Assad. È lui che ha prodotto il terrorismo facendo entrare le milizie confessionali e di mercenari – da Iran, Libano, Afghanistan e Pakistan – che hanno acceso il conflitto, e a pagarne il costo siete voi in Occidente con la crisi dei migranti”. Questa infatti per il Coordinatore “è frutto dei bombardamenti sui civili e del terrorismo che Assad alimenta e usa come alibi per mantenere aperta la crisi: Daesh (lo Stato islamico) e Al- Qaeda non saranno sconfitti finché non avverrà una vera transizione politica. E finché questo non si verificherà- ha ammonito- il flusso dei migranti non si fermerà. Noi siamo impegnati in questa lotta assieme alla coalizione internazionale- dice in conclusione il Coordinatore dell’Hcn- ma riteniamo che il tempo non giochi a nostro favore. Per questo siamo qui, per incrementare tale collaborazione, e chiediamo alla diplomazia italiana di invitare tutte le parti al rispetto delle risoluzioni internazionali e a trovare le garanzie affinché si fermi l’emorragia del sangue siriano. Vogliamo uno Stato di diritto e non di polizia, è per questo obiettivo che il popolo ha fatto la rivoluzione” conclude Hijab.

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