Rapporto Fondazione Ente dello spettacolo
“Un intervento pubblico maggiore, senza un adeguato cambiamento del settore produttivo, è del tutto inutile”. Lo ha detto Nicola Borrelli, direttore generale cinema del Mibact, intevenendo oggi alla presentazione del Rapporto 2015 su “Il mercato e l’ondustria del cinema in Italia”, curato dalla Fondazione Ente dello spettacolo. “Il dato determinante – ha spiegato l’esperto – è che il nostro è un settore piccolo, rattrappito rispetto alle sue potenzialità e al confronto con i partners stranieri: il numero dei biglietti è lo stesso da 20 anni ed oscilla intorno ai 100 milioni senza fare nessun salto, il numero dei film aumenta e quindi dimunisce l’incasso medio, la metà della popolazione non va al cinema anche perché non aumenta il numero delle sale”. In sintesi, per Borrelli, il paradosso del cinema italiano è che “il sistema è etremamente ristretto, e in questa ristrettezza ci sono concentrazioni”. “Tutto sembra congiurare affinché questa situazione di stallo che dura da 20 anni continui a perpetrarsi”, il grido d’allarme del relatore, secondo il quale però il ddl Franceschini – attualmente in votazione alla Commissione Cultura, in attesa del responso del Senato auspicabilmente prima dela pausa estiva, per poi poter ottenere il responso finale della Camera alla ripresa in autunno – “va nella direzione giusta” per invertire questa tendenza. Nel ddl del Ministro, infatti, è previsto un aumento di investimenti pubblici per il cinema da 250 milioni a 400 milioni di euro, ma anche “norme finalizzate a correggere le anomalie in termine di concentrazione e del rapporto con gli altri media, in particolare con la televisione”. “Non si tratta di un’ottica punitiva, ma di liberazione di risorse”, ha puntualizzato Borrelli: “la strada giusta è puntare sulla crescita e sul maggiore rapporto con il pubblico, nazionale e internazionale”.