Editoria
È on line il numero di luglio di “Segno”, mensile dell’Azione cattolica, dedicato al “tempo del riposo e dell’incontro con Dio”. “Ci sono persone che nel periodo di riposo cercano tranquillità e relax. Altre amano solo divertirsi. E c’è chi trascorre del tempo in strutture religiose: si tratta di eremi, monasteri, case di spiritualità, dove l’ospitalità è destinata a tutti quei ‘pellegrini dello spirito’ che vogliono compiere una vacanza nel segno della convivialità e sobrietà”, si legge nella rivista. Nel nuovo numero anche altri “itinerari di riflessione”: dall’intervista all’artista Ennio Calabria, con “il suo tentativo estetico di recupero della croce come espressione di vita umana”, al racconto di un’esperienza equo-solidale a Roma, dove “una ‘bottega dei piccoli’ si è specializzata nella tecnica del riutilizzo e nel consumo consapevole”. Sul “versante ecclesiale”, il mensile pubblica l’intervento che l’ex direttore del “Corriere della Sera”, Ferruccio De Bortoli, ha pronunciato a Milano alla presentazione del libro di Matteo Truffelli, “Credenti inquieti”, mentre sulla “decisione di Papa Bergoglio di istituire una commissione ad hoc sul diaconato femminile” intervengono teologhe, laici e monaci. Prosegue, inoltre, il “percorso di approfondimento sulla prossima Gmg di Cracovia”, con un editoriale dei due vice presidenti nazionali per il settore Giovani (Lucia Colombo e Michele Tridente) e un apposito articolo. Viene raccontata anche “La leggenda del vescovo volante” (monsignor Luciano Capelli), che, con “un piccolo aereo idrovolante, trasporta la Porta santa di villaggio in villaggio alle Isole Salomone”. Nella rubrica “Il primato della fede”, Maria Grazia Vergari, vice presidente del settore Adulti, osserva che “educare al primato della vita vuol dire sostenere le persone in questo viaggio, accompagnarle a stare dentro l’esperienza”. Infine, il consueto articolo sulle sette opere di misericordia corporale che conclude le pagine del mensile: in questo numero “Alloggiare i pellegrini” di Marco Ghiazza, assistente nazionale dell’Acr: “Ascoltare l’altro – sottolinea – significa rinunciare a incasellarlo in una categoria, a fare spazio alla vita. È una via non solo per offrire salvezza, ma per trovarla”.