Lotta alla povertà
“E’ un primo passo. Certo, non è soddisfacente. Ma non farlo, con un dato sulla povertà assoluta così alto, sarebbe una responsabilità grave per qualsiasi forza politica”: lo afferma al Sir Francesco Marsico, responsabile dell’area nazionale di Caritas italiana, commentando il sì della Camera all’emendamento per l’introduzione di una misura nazionale di contrasto alla povertà, denominata “reddito di inclusione”, nell’ambito del disegno di legge delega con le misure di contrasto alla povertà e il riordino delle prestazioni sociali. La misura include anche gli stranieri regolarmente soggiornanti da almeno due anni sul territorio italiano. Per Caritas italiana, tra i promotori dell’Alleanza contro la povertà che propone l’introduzione del Reis (Reddito di inclusione sociale), la misura approvata gli assomiglia molto ma ne differisce per le risorse stanziate. Caritas italiana apprezza che si stia finalmente discutendo una legge per contrastare la povertà in maniera organica, non più a colpi di sperimentazioni, bonus e provvedimenti temporanei, che si sono rivelati costosi e inefficaci. L’interlocuzione con governo e forze parlamentari ha infatti funzionato a sufficienza; molte indicazioni della società civile sono state recepite. Come la previsione di un sostegno economico che va di pari passo con forme di accompagnamento sociale e occupazionale. Questo la rende “una misura avanzata, né assistenziale né spot”. Le criticità, ovviamente, riguardano il sostegno economico: 1 miliardo di euro per il 2017, quando invece il Reis ne chiedeva almeno 5/6 miliardi a regime, dopo tre anni. “Partendo da 1 miliardo vuol dire che ci vorranno sei anni – osserva Marsico -. Inizia un percorso importante su cui vigilare, sperando sia una misura in grado di incrementare negli anni, per contrastare l’intero fenomeno povertà”.
Anche se la legge delega non definisce questi particolari, Caritas italiana azzarda una ipotesi su quanto potrebbe essere, a partire dalle risorse stanziate, il sostegno economico ad una famiglia: 80 euro per ogni componente di nucleo familiare, con un max di 400 euro per cinque componenti. Il target di destinatari sarà però ristretto alle famiglie con figli, o con figli disabili. “Ma non vogliamo che diventi una misura categoriale – precisa Marsico -. Il nostro obiettivo è avere una misura universalistica per tutti, altrimenti non sarà una vera riforma”. Considerando che la povertà è in aumento di 500 mila persone (in totale 4,6 milioni), la speranza è che in futuro ci sia “un investimento di risorse più marcato” e che i tempi per la conclusione dell’iter legislativo siano rapidi e “con meno cambiamenti possibili”: il richiamo alle forze politiche è “al senso di responsabilità”. Il direttore di Caritas italiana don Francesco Soddu, chiede infatti “un deciso passo in avanti del nostro sistema di protezione sociale, che non ha retto all’urto della crisi economica e ha lasciato cadere in povertà migliaia di famiglie. Sarà necessaria una mobilitazione attenta e una collaborazione costruttiva”.