Terrorismo
Il dolore e lo choc delle Chiese europee per l’ennesimo e “indiscriminato atto di violenza su persone innocenti” che si è consumato ieri notte a Nizza. In un comunicato diffuso questa mattina, la Conferenza delle Chiese europee – organismo ecumenico che da Bruxelles riunisce tutte le Chiese di tradizione protestante, ortodossa e anglicana del continente – fa notare come l’attacco di Nizza sia avvenuto all’indomani di altri recenti e mortali attentati in Iraq, Siria, Bangladesh, Libia, Somalia. “La violenza di ieri – scrive la Cec – è simbolica in quanto è avvenuta il 14 luglio, giorno in cui la Francia celebrava la presa della Bastiglia e in cui i cittadini francesi commemoravano l’inizio della Rivoluzione Francese. In questo anniversario, siamo più che mai coscienti dell’eredità lasciata dal XVII secolo che promuove i valori dell’uguaglianza, della legalità e uno Stato che lotta per garantire a tutte le religioni pari diritti”.
“Come Chiese e uomini di fede – commenta il segretario generale della Cec, Heikki Huttunen – dobbiamo chiederci: qual è il nostro ruolo? In che modo questa tragedia ci sta sfidando’”. “Attraverso sforzi di pace e riconciliazione – prosegue la Cec – noi, Chiese in Europa, dobbiamo perseverare nel coltivare un’atmosfera di fiducia e di accoglienza con tutte le persone di fede e di buona volontà”. La Cec invita tutti a “continuare e rafforzare gli sforzi a costruire società in cui tutte le persone possano sentirsi al sicuro e accolte”. Anche il Consiglio mondiale delle Chiese ha espresso il cordoglio per le vittime e assicura preghiere. Ma lancia – attraverso le parole del suo segretario generale, Georges Lemopoulos – un appello perché al “brutale attacco” si risponda con una “azione positiva” in “spirito di unità” affinchè “nessuna comunità di minoranza possa diventare ora il capro espiatorio dei crimini di pochi”.