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Terrorismo: Chittolina (“La Guida”), “urgente affrontare il problema della sicurezza a casa nostra”

Nel “vasto teatro di guerra che, dopo aver lambito l’Europa, la sta ora colpendo al cuore”, “sta diventando centrale anche per l’Unione Europea il tema della sicurezza, non solo da promuovere al suo esterno, ma anche da salvaguardare con urgenza all’interno delle proprie frontiere”. Lo afferma Franco Chittolina nell’editoriale pubblicato sull’ultimo numero de “La Guida”, settimanale cattolico cuneese. Se “il compito della sicurezza esterna è stato sostanzialmente affidato agli interventi promossi con la bandiera della Nato”, per Chittolina “diventa adesso urgente affrontare il problema della sicurezza a casa nostra, non solo all’interno dei singoli Paesi che la compongono, ma dell’Ue nel suo insieme e verificare quanto sia consentito fare con gli attuali Trattati e quanto siano richieste invece nuove iniziative per allontanare lo spettro di una possibile “guerra civile” tra comunità in Europa, per interposte frange violente”. Secondo Chittolina,“rischia di cedere, da parte della popolazione europea, l’argine del diritto e della tolleranza dinanzi al mancato, o comunque insufficiente, smarcamento delle comunità musulmane locali nei confronti del terrorismo di origine islamica e cresce il disagio di chi contava su un loro esplicito dissenso seguito da fatti concreti, non limitati alla condanna se non addirittura a un silenzio carico di ambiguità”. “Se il terrorismo sta diventando una malattia mortale per le nostre comunità – prosegue – è anche perché non riusciamo a debellare il virus del nazionalismo che indebolisce l’Ue, rendendola sempre più fragile, come dimostra Brexit e perché mancano risposte convincenti ai diffusi movimenti populisti che attaccano l’Europa, accusata per la mancata sicurezza”. Come se fosse possibile garantire sicurezza ai cittadini in Europa senza mettere in sicurezza la dimensione sovranazionale delle politiche dell’UE, rafforzando la cultura del diritto, ma senza concessioni ‘buoniste’ alla violenza terrorista e a chi se ne fa oggettivamente complice”, conclude Chittolina.