Diritti
“L’Unione europea fermi la repressione in Turchia” e metta in campo alcune azioni possibili, a partire dalla sospensione del processo di integrazione europea e l’accordo sui migranti. Sono le richieste contenute in una lettera aperta firmata da associazioni, sindacati, reti e ong e inviata a Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri, nella quale esprimono “profonda preoccupazione per la deriva autoritaria assunta dal governo turco”. Tra i primi firmatari: Arci, Legambiente, Libera, Centro Astalli, Acli, Focsiv, Cnca, Cospe, Gruppo Abele, Mani Tese, Tavola della Pace. “Il prolungamento dello stato d’emergenza e la sospensione della Convenzione europea dei diritti umani aprono scenari drammatici – denuncia la lettera -, mentre il presidente Erdogan con sistematiche epurazioni sta eliminando qualsiasi luogo di produzione di idee critiche, nelle scuole, nelle università, nei media, nella magistratura. Sono più di 60mila gli insegnanti, i magistrati, i funzionari pubblici, i giornalisti sollevati dal loro incarico, mentre sono state incarcerate 13mila persone, e il numero, in entrambi i casi, cresce costantemente”. Le associazioni e i sindacati rimproverano le istituzioni e i governi europei di non aver “purtroppo reagito con la necessaria fermezza”: “L’Ue sta dimostrando di essere vittima del ricatto esercitato dal governo turco data la sua posizione strategica nella regione. Ma nessuna ragion di stato può giustificare il silenzio europeo di fronte alle violazioni dei diritti umani e agli arresti indiscriminati”.I firmatari si impegnano a promuovere in Italia e in Europa azioni di solidarietà col popolo turco, a partire da un sit-in che si terrà domani nei pressi dell’ambasciata turca.