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Ecumenismo: Fortuna (cattolico), annuncio rispetti “culture e diverse modalità di accoglienza”

“Come in una corsa a staffetta, anche la fede viene trasmessa di generazione in generazione”. Ne è convinto il teologo cattolico Daniele Fortuna, che oggi ha partecipato alla tavola rotonda “Di generazione in generazione: esperienze cristiane” nell’ambito della 53ª Sessione di formazione ecumenica del Segretariato attività ecumeniche – Sae (Assisi). “La Chiesa di Gesù”, ha detto, “annunzia il volto misericordioso di Dio, rivelatosi pienamente nell’umanità di Gesù. Quello della Chiesa, però, deve essere un annunzio che rispetti le varie culture e le diverse modalità di accoglienza della Parola evangelica. Essa, come il seme della parabola, mantiene sempre la libertà di fruttificare a modo suo e non può essere contenuta nei nostri schemi”. Per il teologo, Papa Francesco, “grazie alla sua grande esperienza umana e al suo ascolto della Parola di Dio vissuto ogni giorno nella pratica della Lectio divina, riesce spontaneamente ad entrare in empatia con la gente. Anche i giovani lo riconoscono come maestro, considerando in particolare la sua coerenza tra fede e vita”. Per questo “risulta un modello di trasmissione della fede”. Ma “alla fine – ha concluso – tutto dipende dall’azione dello Spirito Santo: come diceva il metropolita Ignazio di Latakia, senza di Lui il Vangelo è lettera morta e la missione solo una propaganda, ma, con Lui, il Vangelo è potenza di vita e la missione è Pentecoste”.