Testimonianza
Padre Michel Remery, vicesegretario generale del Ccee, a Cracovia per la Gmg afferma: “Ci sono giovani da tutta Europa, da Asia, Africa, America… Questo consente di confrontarsi con chi arriva da altri Paesi, altre culture, nascono nuove amicizie. Tutto questo è molto importante”. “In Europa, ad esempio, si discute molto di migrazioni in questo periodo, si parla di persone che arrivano da realtà lontane dalle nostre, ma senza conoscerle. Alla Gmg, al contrario, si fa esperienza diretta del dialogo, c’è un fecondo scambio culturale e spirituale, e la conoscenza reciproca aiuta a capirsi, a vedere il mondo e la realtà odierna con occhi diversi”. I giovani presenti cosa pensano di quanto accade in Europa e della minaccia terroristica? “Di certo questi avvenimenti toccano nel profondo i giovani, che sono molto sensibili e si lasciano interrogare da quanto accade. E poi ascoltano, su questi temi, le parole del Papa. Però i giovani restano giovani e sanno alternare alle preoccupazioni una grande gioia, la preghiera per chi soffre alla festa e ai canti. Il tutto con estrema schiettezza e semplicità”. Insegnamenti per la Chiesa europea? “Spero che tutti conservino nel cuore questo scambio di esperienze tra generazioni tipico della Gmg. Qui nascono ponti tra ragazzi e adulti, tra giovani e sacerdoti e vescovi che li accompagnano. Dovremo riversare questo entusiasmo nella vita delle nostre comunità di provenienza”.