Ricordo

Santa Sede: p. Chendi (Pcos) su mons. Zimowski, “ha scoperto come la sofferenza custodisca in sé anche un valore di purificazione e redenzione”

“Come presidente del Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari e per la pastorale della salute” (Pcos), monsignor Zygmunt Zimowski “ha scoperto come la sofferenza custodisca in sé anche un valore di purificazione e di redenzione”. Lo afferma padre Augusto Chendi, sottosegretario del Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari, ricordando mons. Zimowski a poche settimane dalla morte. “Facendosi ‘questuante’ delle preghiere delle persone anziane, ammalate o disabili, che sovente incontrava nelle strutture di cura e di accoglienza o nelle case private – aggiunge padre Chendi – mons. Zimowski si avvaleva delle sofferenze redente, offerte da coloro che – come affermava San Giovanni Paolo II – sono artefici di bene e non solo fruitori”. Il sottosegretario del Pcos ricorda il motto episcopale scelto da mons. Zimowski: “Non ministrari, sed ministrare”, cioè non essere serviti, ma servire. Parole che “possono essere assunte come uno dei tratti che ne ha segnato il ministero sacerdotale prima ed episcopale poi”. “Il nostro presidente – aggiunge p. Chendi – chinandosi sulla carne piagata del prossimo ed accompagnando anche con il silenzio coloro che anche nella sofferenza e nel dolore testimoniano l’efficacia evangelizzante che ne deriva, ha poi vissuto in prima persona il mistero della Croce di Cristo”. “La malattia altrui al pari dell’esercizio dell’incontro con gli infermi, dà modo di visitare anche se stessi, in quanto il malato sul quale ci chiniamo siamo un po’ anche noi stessi”, prosegue p. Chendi, per il quale “questa conversione è avvenuta anche e soprattutto nell’ultimo tratto di vita del nostro presidente, in particolare quando la sofferenza e il dolore degli altri sono divenuti esperienza personale nella sua stessa carne”. “La consolazione offerta a tante persone segnate dall’infermità, dalla solitudine e dalla disabilità – evidenzia il sottosegretario – si è progressivamente trasformata nella certezza che nella notte del dolore Dio non abbandona i suoi figli”. Per p. Chendi, “mons. Zimowski lascia con la propria testimonianza di vita questa certezza di fede quale preziosa eredità al Pontificio Consiglio così come a tutti coloro che nel vasto campo della Pastorale della Salute improntano la propria vita, professionalità e vocazione al servizio del prossimo sofferente”.