Viaggio apostolico

Papa Francesco: Veglia Campus Misericordiae, “per noi la guerra non è più una cosa anonima”, “niente giustifica la morte di un fratello”

(dagli inviati Sir a Cracovia) “Siamo consapevoli di una realtà: per noi, oggi e qui, provenienti da diverse parti del mondo, il dolore, la guerra che vivono tanti giovani, non sono più una cosa anonima, non sono più una notizia della stampa, hanno un nome, un volto, una storia, una vicinanza”. Lo ha detto il Papa, che rispondendo alle domande dei giovani ha cominciato facendo riferimento alla domanda della ragazza siriana. “Oggi la guerra in Siria – ha detto Francesco nel suo discorso al termine della Veglia al Campus Misericordiae – è il dolore e la sofferenza di tante persone, di tanti giovani come la coraggiosa Rand, che sta qui in mezzo a noi e ci chiede di pregare per il suo amato paese. Ci sono situazioni che possono risultarci lontane fino a quando, in qualche modo, le tocchiamo. Ci sono realtà che non comprendiamo perché le vediamo solo attraverso uno schermo, del cellulare o del computer. Ma quando prendiamo contatto con la vita, con quelle vite concrete non più mediatizzate dagli schermi, allora ci succede qualcosa di forte, sentiamo l’invito a coinvolgerci”. “Basta città dimenticate”, le parole di Francesco sulla scorta di Rand: “Mai più deve succedere che dei fratelli siano circondati da morte e da uccisioni sentendo che nessuno li aiuterà”. Di qui l’invito “a pregare insieme a motivo della sofferenza di tante vittime della guerra, affinché una volta per tutte possiamo capire che niente giustifica il sangue di un fratello, che niente è più prezioso della persona che abbiamo accanto”.