Devozione
Si rinnova anche quest’anno, a Tivoli, la sera del 14 agosto, vigilia dell’Assunta, l’antico rito dell’“Inchinata”. Alle ore 20.30 dalla cattedrale di Tivoli, accompagnata dal vescovo, mons. Mauro Parmeggiani, dal Capitolo della cattedrale e dai fedeli, “l’antica icona del Santissimo Salvatore custodita nella cattedrale di San Lorenzo – spiega una nota della curia – percorrerà le vie della città per giungere a piazza Trento dove si incontrerà con l’icona della Vergine Maria custodita nella chiesa di S. Maria Maggiore, accanto a Villa d’Este, dove le due icone si inchineranno l’una davanti all’altra e quindi entreranno insieme nella chiesa di Santa Maria Maggiore dove rimarranno fino alla mattina dopo quando alle ore 10.30 il vescovo celebrerà la messa dell’Assunta e l’icona del Ss. Salvatore tornerà in cattedrale. “Il rito dell’Inchinata, che ogni anno richiama a Tivoli migliaia di fedeli da tutto il Lazio, pare abbia avuto origine nell’anno 550″. L’icona “proseguirà verso l’ospedale cittadino davanti al quale sosterà e mentre il popolo pregherà per i malati della città, il vescovo, accompagnato da alcuni medici e dalle consorelle dell’Arciconfraternita del Ss. Salvatore e Sacramento, visiterà i degenti donando a ciascuno una rosa – come vuole la tradizione – segno dell’amore e della vicinanza del popolo di Dio alle membra più fragili della comunità”.
La processione riprenderà dunque fino a piazza Trento dove, dopo il discorso alla città del vescovo di Tivoli, avrà finalmente luogo l’Inchinata durante la quale, come vuole la tradizione, il popolo invocherà per tre volte “misericordia!”. “Il rito – ha dichiarato il vescovo Parmeggiani – sempre assai suggestivo, assume un carattere tutto speciale in questo Anno santo della misericordia voluto da Papa Francesco. L’implorazione Misericordia! ripetuta per ben tre volte dal popolo tiburtino sia un grido ascoltato da Dio, esaudito per l’intercessione di Maria Santissima e ottenga pace e misericordia al nostro mondo così inquieto e in particolare aiuti i tanti presenti che secondo la tradizione alzeranno questa invocazione a divenire operatori di misericordia nella vita quotidiana, nelle famiglie, nei luoghi di lavoro, nella città. Operatori di misericordia non a parole ma concretizzando l’appello impegnandosi a compiere le opere di misericordia corporali e spirituali affinché un giorno tutti possiamo entrare con Maria in cielo in anima e corpo”.