Lutto
“Un uomo buono che ha saputo educare con la sua grande cultura e competenza”. Così monsignor Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la comunicazione (Spc), ricorda Carlo Tagliabue, regista televisivo, docente universitario, critico cinematografico e autore di numerosi saggi, morto ieri, improvvisamente, all’età di 68 anni. Tagliabue è stato, tra l’altro, docente di Viganò, nei primi anni Novanta, allora studente di comunicazione presso l’Università Pontificia Salesiana. Ed è proprio di quel periodo che ricorda il “grande fascino” che Tagliabue esercitava sui suoi alunni. “Un grande storico del cinema – sottolinea il prefetto della Segreteria vaticana – che sapeva schiudere, con umiltà, ai suoi alunni i segreti del mondo dei media: dal cinema, alla tv, dai libri, ai corsi, ai cineforum… Insomma, un uomo appassionato di comunicazione, ma anche di educazione. Chi ha frequentato le sue lezioni, infatti, era attratto, oltre che dalla sua competenza, dalla sua capacità di unire, di aggregare, di far innamorare della realtà comunicativa. Per questo, è stato per i suoi alunni – me compreso – un grande maestro e un testimone dell’importanza educativa nelle aule universitarie. Ma non solo… Queste sue capacità emergevano anche negli altri suoi incarichi o iniziative, come presidente del Centro nazionale di studi cinematografici, come direttore delle riviste ‘Il ragazzo selvaggio’ e ‘Film’ o, ancora, come curatore del volume ‘Saranno famosi’. In tutti noi, che l’abbiamo conosciuto – conclude Viganò -, resterà l’immagine di uno spirito buono cui attingere cultura e conoscenza”.