Madonna della Guardia

Cardinale Bagnasco: “dinamismo potente della grazia trasforma noi e la storia”

“Genova, dov’è la tua fede? Dove hai messo il tesoro della fede che hai ricevuto dai padri? Che ha segnato la tua storia, che ha espresso splendide chiese, le edicole dei tuoi vicoli, delle strade, dei palazzi; fede che ha ispirato sentimenti e nobiltà d’animo? Fede che ha suscitato tradizioni religiose, che ha accompagnato il duro lavoro per mantenere le famiglie, per rendere grande te?”. A domandarlo il cardinale Angelo Bagnasco nell’omelia pronunciata per la festa di Nostra Signora della Guardia. “È la fede che scioglie i cuori, sana le ferite, rialza dalle cadute; è la fede che nelle miserie ridona fiducia, che fra le macerie dell’anima rigenera speranza, fra le oscurità illumina”, ha detto il cardinale. “La fede – ha aggiunto – non è una sapienza umana, un libro, una filosofia, un codice, ma è l’incontro con il Vivente”. Infatti, “le ideologie o sono fluide come la sabbia e quindi incapaci di essere fondamento di civiltà, oppure sono gabbie di ferro che con ferocia imprigionano cose, vita, persone”, ma “il cristianesimo non è nulla di tutto questo, anche se a volte così lo si vuole dipingere. Dall’incontro con il Risorto scocca una scintilla che non si spegnerà più: inizia un movimento che trasforma la vita degli individui e la storia delle nazioni”.
Infine, il cardinale ha ricordato che “non sono le opere buone che trasformano il mondo, ma l’uomo nuovo che Gesù fa di ciascuno di noi se ci arrendiamo a Lui, se ci consegniamo alla sua croce. Non è il nostro volontarismo umano nel fare il bene o nell’essere buoni, ma è il dinamismo potente della grazia che trasforma noi e la storia”.