Perdono
“La Provvidenza sempre ci accompagna e spesso ci sorprende. Chi avrebbe potuto prevedere che, per l’VIII centenario del Perdono di Assisi, avessimo un papa di nome Francesco? E come indovinare che questo anniversario cadesse nell’anno dedicato alla misericordia?”. Monsignor Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi, commenta in questi termini il pellegrinaggio in forma privata, annunciato a sorpresa, di Papa Francesco alla Porziuncola, in programma domani. “Sono circostanze che destano stupore e fanno intuire un disegno di Dio”, prosegue il vescovo in un’intervista al Sir, lanciandosi in una sorta di profezia che lo riguarda: “Al mio predecessore Teobaldo, nel 1310, toccò confermare, contro voci critiche, l’indulgenza della Porziuncola che Francesco aveva ottenuto da papa Onorio III. A me forse tocca, nell’attuale contesto storico, spiegarne il senso e l’attualità”. “Da Onorio III, che concesse questo dono alla Porziuncola, a papa Francesco, che viene a visitarla per ricevere egli stesso questo dono, brilla in Porziuncola il servizio del successore di Pietro alla santità della Chiesa”, la sintesi in anticipo della visita del Papa: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa”, si legge nel Vangelo di Matteo: “Gesù non cessa di onorare la sua promessa”, il commento del vescovo, che per gli ottocento anni dell’indulgenza della Porziuncola ha indirizzato ai fedeli della diocesi e ai pellegrini una lettera pastorale dal titolo: “Perdono di Assisi, cammino di Chiesa”. Come si prepara Assisi ad accogliere per la seconda volta il Papa, tre anni dopo la sua storica visita? “È provvidenziale che, in questo Anno della misericordia – risponde Sorrentino – papa Francesco abbia scelto di venire alla Porziuncola, pellegrino tra i pellegrini. Lo accogliamo con gioia. Aderiamo al suo magistero. Preghiamo per lui. E come non sentirlo, ad Assisi, particolarmente caro, quasi doppiamente “nostro”, quale primo Papa che porta il nome del nostro Santo? La sua visita, come quella del 4 ottobre 2013, infonde nuovo slancio al nostro cammino pastorale”.