Dialogo

Diocesi: mons. Moraglia (Venezia) a comunità islamica, “la violenza in nome di Dio è una bestemmia”

“Dio non ama e non giustifica la violenza e quella perpetrata in suo nome è una bestemmia”. Lo scrive il patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, in risposta alla lettera con cui la Comunità islamica di Venezia e provincia, a firma dell’imam Hamad Mahamed e del presidente Mohamed Amin Al Ahdab, aveva voluto – nelle settimane scorse – esprimere le condoglianze alla comunità cristiana per la barbara uccisione del sacerdote francese padre Jacques Hamel, avvenuta in una chiesa di Saint Etienne du Rouvray nei pressi di Rouen, ed anche esprimere la propria dissociazione dall’atto di sfregio al Crocifisso compiuto, in precedenza, nella chiesa veneziana dei Santi Geremia e Lucia. Scrive, tra l’altro, monsignor Moraglia: “Dio, ricco di amore e misericordia, deve condurci ad accoglierci ed incontrarci nel rispetto e nel riconoscimento cordiale delle nostre differenze (provenienza, cultura, storia, religione, fede ecc.). In questi tempi difficili è quanto mai urgente che ogni comunità civile e, soprattutto, religiosa, prenda chiaramente le distanze da ogni strumentalizzazione della fede e forma di violenza”. Per il patriarca di Venezia, Dio “non divide ma avvicina e favorisce sempre l’incontro tra gli uomini. Dio non ama e non giustifica la violenza e quella perpetrata in suo nome è una bestemmia; al contrario, Dio dona e ispira in ogni frangente la riconciliazione e la pace”. Moraglia ringrazia quindi la Comunità islamica veneziana per il gesto compiuto e le rivolge “un saluto cordiale con l’augurio di tanta serenità e pace per tutti”.