Economia
(Bruxelles) Un’indagine “approfondita” sull’aiuto di Stato avviata nel giugno 2014 ha portato la Commissione europea a concludere che “due ruling fiscali emanati dall’Irlanda nei confronti di Apple hanno considerevolmente e artificialmente abbassato le imposte che la società ha versato in tale Stato membro a partire dal 1991”. Non si placano le polemiche attorno alla decisione assunta oggi da Bruxelles, che chiede al colosso statunitense la restituzione di 13 miliardi di imposte non pagate fino al 2014. Pesanti le reazioni sia dalla sede Apple di Cupertino che dal governo di Dublino. Precisamente “i ruling approvavano modalità di determinazione degli utili imponibili di due società di diritto irlandese appartenenti al gruppo Apple (Apple Sales International e Apple Operations Europe) non corrispondenti alla realtà economica: la quasi totalità degli utili sulle vendite registrati dalle due società veniva imputata internamente a una ‘sede centrale’”. Ma dall’analisi della Commissione “è emerso che queste sedi centrali esistevano solo sulla carta e non potevano aver generato tali utili”. In virtù di specifiche disposizioni del diritto tributario irlandese, oggi non più in vigore, tali utili attribuiti alle sedi centrali “non erano soggetti a tassazione in nessun paese”. L’Irlanda – come ha annunciato la commissaria Ue Margrethe Vestager – deve ora recuperare le imposte che Apple non le ha versato per il periodo dal 2003 al 2014, per un totale di 13 miliardi più interessi.