Crisi

Colombia: emergenza migratoria a frontiera con Panama. Caritas, “non procedere con espulsioni generalizzate”

La crisi umanitaria dovuta alla presenza di immigrati irregolari in Colombia (provenienti soprattutto da Cuba e da Haiti), al confine con Panama e in particolare nella città di Turbo, sta diventando sempre più imponente. È di ieri un appello al Governo nazionale da parte della Pastorale sociale-Caritas colombiana, unitamente a varie organizzazioni ed enti, tra cui la Consulta per i diritti umani e i profughi. “Come organizzazioni che operano in difesa dei diritti umani e istituzioni accademiche, rivolgiamo un appello al Governo nazionale e a quello regionale perché vengano presi provvedimenti urgenti che garantiscano il rispetto effettivo dei diritti dei migranti”; in particolare, “esprimiamo profonda preoccupazione per la salute dei bambini e delle bambine, delle donne incinte e dei migranti”. La nota prosegue sottolineando che l’espulsione generalizzata, pur essendo un provvedimento legale e previsto dal diritto internazionale, non pare una soluzione adeguata e realistica di fronte all’emergenza migratoria. Da qui la richiesta “di non deportare ad un altro Paese, che sia o no quello di origine, qualunque straniero i cui diritti alla vita, all’integrità personale e alla libertà personale siano messi a rischio”.