Viaggi apostolici

Papa ad Assisi: mons. Sorrentino (vescovo), “pellegrino tra i pellegrini”

“Benvenuto, Papa Francesco, pellegrino tra i pellegrini!”. È il saluto di monsignor Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, al Papa, all’arrivo alla Porziuncola. “Ancora una volta abbiamo la gioia di accoglierla. Un privilegio di cui le siamo grati”, ha proseguito il vescovo: “Per Lei, Padre Santo, abbiamo non soltanto i sentimenti di devozione che devono contraddistinguere tutti i cattolici, ma un supplemento di affetto che deriva dal fatto che ha scelto il nome del nostro Santo. In qualche modo, la sentiamo di casa”. Poi il ricordo del primo viaggio di Bergoglio: “Tre anni fa, il 4 ottobre 2013, ci regalò una visita indimenticabile. Fu una rilettura della vita e dei luoghi del Poverello. Un ricalcare le sue orme. Il messaggio che ci lasciò fu esigente. Fu l’invito a una fede autentica che ha in Gesù il suo centro. Fu uno stimolo al rinnovamento pastorale. Fu la riconsegna dei poveri e dei sofferenti alla nostra premura”. “Ci rimane particolarmente impresso l’abbraccio ai disabili dell’Istituto Serafico, la visita alla Sala della Spogliazione gremita di poveri, il pranzo al Centro di prima accoglienza che, a ricordo di quel giorno, ha preso il Suo nome: Centro Papa Francesco”, la testimonianza di Sorrentino, che subito dopo si è chiesto: “Siamo stati all’altezza di quel suo messaggio?
Almeno abbiamo cercato di metterci impegno. Abbiamo concluso il Sinodo diocesano con un programma ispirato fortemente al suo magistero. Ci siamo dati un progetto di rinnovamento delle nostre parrocchie, con l’intento di fare di ciascuna di esse una ‘famiglia di famiglie’. Abbiamo ulteriormente aperto le nostre porte ai poveri, specialmente profughi, ai quali stiamo dando non soltanto una casa e una mensa, ma il cuore”. “Oggi Vostra Santità torna ad Assisi privilegiando il messaggio di misericordia della Porziuncola”, le parole per l’oggi: “La chiesina che è cuore pulsante del francescanesimo. Dove Francesco visse momenti di grande intimità con Dio. Dove plasmò le sue fraternità inviandole in missione per il mondo. Cappellina povera e disadorna che, nei suoi stessi lineamenti, porta inscritto il programma che fu di Francesco e che Vostra Santità ha rilanciato per tutti noi: ‘Una Chiesa povera e per i poveri’. Grazie, Papa Francesco!”.