Messaggio
“In questi stupendi scenari di arte e storia, di fede e spiritualità, quest’anno si apre la possibilità di fare l’esperienza della misericordia. Mentre troverete la cordiale accoglienza e ospitalità della nostra gente, la disponibilità e le testimonianze dell’ingegno e della fede delle nostre terre, potrete anche dedicare un tempo delle vostre vacanze a un momento di spiritualità presso i santuari giubilari”. È quanto scrive il vescovo di Novara, monsignor Franco Giulio Brambilla, in un messaggio – disponibile in sei lingue – rivolto a turisti e villeggianti. Novara, ricorda il vescovo, “è la diocesi con due laghi, del Verbano e d’Orta, e con le molte valli della Valsesia e della Val d’Ossola, punteggiata da quattro Sacri Monti d’incomparabile bellezza e da Santuari che ne fanno una terra di benedizione”. “Quest’anno – prosegue mons. Brambilla – troverete ad attendervi anche sei Porte Sante del Giubileo della Misericordia, indetto da Papa Francesco”. La prima è quella della Cattedrale di Novara, “che ha il portale più alto d’Europa”. La seconda è al santuario di Boca, “punto di ristoro spirituale assai apprezzato dalle genti di quella zona”. La terza è al santuario di Re, “tappa spirituale molto amata dalle popolazioni della vicina Svizzera”. “Non meno suggestivo è il santuario di Cannobio, porta d’ingresso al lago Maggiore, che – sottolinea il vescovo – contiene la venerata Pietà tanto cara a san Carlo Borromeo”. La quinta Porta santa si trova al Sacro monte d’Orta, “con un percorso francescano e un panorama mozzafiato sull’incantevole isola di san Giulio”. “Merita poi un giorno intero di visita il Sacro monte di Varallo – evidenzia mons. Brambilla – che è una Terra Santa ‘in miniatura’, con la Parete Gaudenziana capolavoro di Gaudenzio Ferrari”. “Vi auguro che sia un momento di forte esperienza di perdono e di riconciliazione”, aggiunge il vescovo, secondo cui “la misericordia è un dono di Dio e una sfida per il nostro cuore e le nostre relazioni. Prima di tutto per la coscienza dell’uomo e della donna, poi per i rapporti familiari e, infine, per una rinnovata solidarietà sociale che deve attraversare tutta l’Europa come un vento rinnovatore”. “La nuova Europa – sottolinea – non potrà essere solo l’Europa dell’economia e della burocrazia, o solo quella dei diritti dei cittadini, ma l’Europa delle identità aperte, soprattutto ai nuovi fenomeni migratori, che vengono a contatto con noi e chiedono ospitalità”.