Medio Oriente

Iraq: Acs, dal 20 al 23 settembre in Kurdistan iracheno per portare solidarietà ai campi profughi

Dal 20 al 23 settembre prossimi Aiuto alla Chiesa che Soffre-Italia torna nel Kurdistan iracheno, e precisamente ad Erbil e Duhok. Il direttore della Fondazione pontificia, Alessandro Monteduro, farà parte, assieme a monsignor Francesco Cavina, vescovo di Carpi, di una delegazione internazionale che incontrerà autorità civili ed ecclesiastiche, in particolare l’arcivescovo caldeo di Erbil, monsignor Bashar Matti Warda, ma soprattutto visiterà i diversi campi profughi che ancora oggi ospitano decine di migliaia di cristiani costretti alla fuga dal nord dell’Iraq dalla violenza di Isis. La missione ha come obiettivo primario la distribuzione di ingenti quantitativi di beni di prima necessità. “Ritorniamo nella regione in una fase particolarmente delicata”, afferma Alessandro Monteduro. “La sottrazione allo Stato islamico di una importante area da parte delle forze militari governative, la tanto attesa azione di liberazione della città di Mosul, hanno infatti concretamente alimentato la speranza di chi nel 2014 fu costretto a lasciare tutto per non rinnegare la fede e salvare la propria vita e quella dei propri familiari. Andiamo in Kurdistan tuttavia sapendo che qualunque cosa accadrà sul piano militare, ancora per lungo tempo i cristiani di Erbil e Duhok saranno costretti a vivere in condizioni fortemente disagiate senza alcuna autonoma forma di sostentamento”. Per questi motivi Acs dedicherà dunque il Natale, ancora una volta, a loro. Aiuto alla Chiesa che Soffre “dall’inizio del 2014 a fine giugno 2016 ha curato in Iraq progetti per un totale di 19.300.509 euro”. Il viaggio sarà anche l’occasione per portare un macchinario per tagliare pietre e marmo, da usare per i mosaici, del peso di circa 4 quintali che sarà donato dalla diocesi di Carpi a un gruppo di donne di Mosul che, in un container, hanno iniziato a realizzare opere in mosaico.