Solidarietà
“Le nostre Chiese diocesane si stanno impegnando, non senza fatica, a mettere a disposizione strutture ecclesiastiche per l’accoglienza dei migranti, a garantire accompagnamento sia alle persone che ci vengono direttamente affidate dalle Autorità pubbliche, sia a coloro che comunque bussano alla nostra porta. Registriamo nelle ultime settimane ripetute insofferenze, che spesso giungono alle cronache, verso la presenza dei migranti. Sentiamo quindi il dovere di rivolgere un appello alle comunità cristiane, ai responsabili delle istituzioni del territorio, e in modo particolare ai sindaci, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà”. È un passaggio del messaggio dei vescovi Ambrogio Spreafico (Frosinone-Veroli-Ferentino), Gerardo Antonazzo, (Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo) e Lorenzo Loppa (Anagni-Alatri) sull’accoglienza dei migranti. Alle comunità parrocchiali, alle comunità religiose, alle aggregazioni ecclesiali che ancora non hanno avuto modo di esprimere “segni concreti di accoglienza”, i tre presuli chiedono “di rivolgere ai fratelli migranti provenienti da Paesi in guerra, come la Siria, o in situazioni conflittuali e di persecuzione da anni, o segnati da una povertà che mette in pericolo la vita, la stessa carità che quotidianamente rivolgiamo tramite le Caritas diocesane, le parrocchie, i centri di ascolto e di accoglienza, le mense, i tanti servizi di carità vecchi e nuovi, ai fratelli bisognosi della nostra terra, senza alcuna distinzione di etnia, cultura, religione, ma semplicemente come donne e uomini creati a immagine di Dio”.
I vescovi chiedono, poi, che “ogni istituzione, in particolare ogni Comune, si impegni a dare segni concreti di ospitalità ai migranti richiedenti l’asilo politico, mettendo a disposizione per l’ospitalità strutture di proprietà pubblica che non sono più utilizzate, favorendo, la presenza di organismi qualificati che si occupino dell’accoglienza, promuovendo iniziative di conoscenza delle persone migranti, delle loro storie personali, dei Paesi di provenienza, favorendo l’attivazione di progetti di impegno sociale, a servizio della comunità, dei migranti ospiti nei diversi Comuni, denunciando eventuali abusi e cattivo uso di risorse pubbliche che si dovessero verificare in un’attività tanto delicata”. Infine, un invito a tutti gli uomini e le donne di buona volontà “all’impegno, all’accoglienza, alla conoscenza della realtà dei migranti. Ogni iniziativa promossa dalla Chiesa al servizio degli uomini è aperta alla collaborazione di uomini e donne di buona volontà. Invitiamo tutti coloro che sono disponibili, ad esprimere concretamente la loro solidarietà concreta ai fratelli migranti presenti nelle nostre città e nei nostri paesi, anche in collaborazione con le iniziative ecclesiali in corso”.