Giubileo
Perché i pellegrini varcano la Porta della misericordia? “Per trovare Gesù, per trovare Gesù, la sua amicizia, il ristoro che solo Gesù sa dare”. Lo ha detto, a braccio, il Papa, commentando nella catechesi dell’udienza di oggi il “primo imperativo” di Gesù: “Venite a me”. “Rivolgendosi a coloro che sono stanchi e oppressi – ha spiegato Francesco – Gesù si presenta come il Servo del Signore descritto nel libro del profeta Isaia”. Agli “sfiduciati della vita”, l’espressione usata dal Papa, “il Vangelo affianca spesso anche i poveri e i piccoli”, cioè “quanti non possono contare su mezzi propri, né su amicizie importanti” e che “possono solo confidare in Dio. Consapevoli della propria umile e misera condizione, sanno di dipendere dalla misericordia del Signore, attendendo da lui l’unico aiuto possibile”. “Nell’invito di Gesù – ha proseguito il Papa – trovano finalmente risposta alla loro attesa: diventando suoi discepoli ricevono la promessa di trovare ristoro per tutta la vita”. “Una promessa che al termine del Vangelo viene estesa a tutte le genti”, ha fatto notare Francesco: “Andate dunque – dice Gesù agli apostoli – e fate discepoli tutti i popoli”. “Accogliendo l’invito a celebrare questo anno di grazia del Giubileo, in tutto il mondo i pellegrini varcano la Porta della misericordia aperta nelle cattedrali e nei santuari, in tante chiese del mondo, negli ospedali, nelle carceri, tutto questo per trovare Gesù, la sua amicizia, il ristoro che solo Gesù sa dare”, il parallelo con l’attualità. Secondo il Papa, “questo cammino esprime la conversione di ogni discepolo che si pone alla sequela di Gesù”, e la conversione “consiste sempre nello scoprire la misericordia del Signore”, che è “grande, infinita e inesauribile”. Attraversando la Porta Santa, ha sintetizzato Francesco, “professiamo che l’amore è presente nel mondo e che questo amore è più potente di ogni genere di male, in cui l’uomo, l’umanità, il mondo sono coinvolti”.