Lavoro

Operaio morto all’Ilva: mons. Santoro (Taranto), “non possiamo più attendere in termini di risanamento e di riconversione”

Al dolore per l’ennesima morte di un operaio all’interno dell’Ilva, l’arcivescovo della diocesi di Taranto, monsignor Filippo Santoro, chiede che i sacerdoti  rispondano con la preghiera. “Addolorato per la notizia del giovane operaio Giacomo Campo morto nello stabilimento siderurgico Ilva, esprimo la mia paterna vicinanza alla famiglia. Dal Congresso eucaristico nazionale di Genova dove mi trovo, invito tutti i parroci della nostra arcidiocesi nei momenti che dobbiamo dedicare in questi giorni all’adorazione eucaristica, a pregare per Giacomo, per i suoi cari e per il futuro della nostra terra”. La notizia della morte del giovane operaio di una ditta d’appalto di pulizie industriali è giunta nelle prime ore del mattino. Giacomo Campo, 27 anni, originario di Roccaforzata, paese della provincia ionica, è morto sul colpo intorno alle 7 di oggi, schiacciato da un rullo mentre si occupava della pulizia di un nastro trasportatore. L’incidente è avvenuto nell’area a caldo, nella zona dell’altoforno 4.“Si aggrava il tributo di vittime che questa città paga e vivo insieme a tutta Taranto il disorientamento per questa ennesima drammatica notizia. Proprio qualche giorno fa – ha proseguito in una nota l’arcivescovo Santoro – in un consesso pubblico non ho mancato di dire che non possiamo più attendere in termini di risanamento e di riconversione. Lo ripeto con forza a chi ha potere e competenza. Auspico non solo nell’accertamento delle responsabilità,ma una presa di coscienza oggi, immediata, fattiva e concreta della gravità della situazione permanente della grande industria nel capoluogo ionico”.