Diplomazia

Papa Francesco: ai rappresentanti pontifici, superare “la logica della burocrazia che spesso può impadronirsi del vostro lavoro”

“Certamente è ancora attuale la minaccia del lupo che dall’esterno rapisce e aggredisce il gregge, lo confonde, crea scompiglio, lo disperde e lo distrugge. Il lupo ha le stesse sembianze: incomprensione, ostilità, malvagità, persecuzione, rimozione della verità, resistenza alla bontà, chiusura all’amore, ostilità culturale inspiegabile, diffidenza… Voi ben sapete di che pasta è fatta l’insidia dei lupi d’ogni genere. Penso ai cristiani in Oriente, verso i quali il violento assedio sembra mirare, con il silenzio complice di tanti, alla loro eradicazione”. Lo ha detto Papa Francesco incontrando questa mattina i partecipanti all’Incontro dei Rappresentanti Pontifici, che si è tenuto in Vaticano dal 15 al 17 settembre. “Non si chiede l’ingenuità degli agnelli, ma la magnanimità delle colombe e l’astuzia e la prudenza del servo saggio e fedele. È bene tenere gli occhi aperti – ha precisato – per riconoscere da dove vengono le ostilità e per discernere le vie possibili per contrastare le sue cause e affrontare le sue insidie. Tuttavia, vi incoraggio a non indugiare in un clima di assedio, a non cedere alla tentazione di piangersi addosso, di fare le vittime di chi ci critica, ci pungola e talora anche ci denigra”. Il Papa ricorda che “restare pronti e felici di spendere (talora anche perdere) tempo con vescovi, preti, religiosi, parrocchie, istituzioni culturali e sociali, in definitiva è ciò che ‘fa il lavoro’ del Nunzio” e invita a superare “la logica della burocrazia che spesso può impadronirsi del vostro lavoro, rendendolo chiuso, indifferente e impermeabile”. Quindi l’attenzione a vigilare “affinché le vostre Nunziature non diventino mai rifugio degli ‘amici e amici degli amici’” e a fuggire “dai pettegoli e dagli arrivisti”, senza paura di spingersi “fino a frontiere complesse e difficili, perché siete Pastori ai quali importa davvero il bene delle persone”.