Diplomazia
“La Chiesa, pur senza sottovalutare l’oggi, è chiamata a lavorare a lunga scadenza, senza l’ossessione dei risultati immediati. Deve sopportare con pazienza situazioni difficili e avverse o i cambiamenti dei piani che il dinamismo della realtà impone”. Lo ha detto questa mattina il Papa ai partecipanti all’Incontro dei Rappresentanti Pontifici, che si è tenuto in Vaticano dal 15 al 17 settembre. “Non abbiate paura di interloquire con fiducia con le persone e le istituzioni pubbliche. Affrontiamo un mondo nel quale non è sempre facile individuare i centri di potere e molti si scoraggiano pensando che siano anonimi e irraggiungibili. Invece sono convinto che le persone siano ancora abbordabili. Sussiste nell’uomo lo spazio interiore dove la voce di Dio può risuonare. Dialogate con chiarezza e non abbiate paura che la misericordia possa confondere o sminuire la bellezza e la forza della verità”. D’altra parte, ha aggiungo Francesco, “noi non siamo commessi della paura e della notte, ma custodi dell’alba e della luce del Risorto. Il mondo ha tanta paura e la diffonde. Spesso fa di essa la chiave di lettura della storia e non di rado la adotta come strategia per costruire un mondo poggiato su muri e fossati. Possiamo anche comprendere le ragioni della paura, ma non possiamo abbracciarla”. Quindi l’invito finale: “Aprite porte; costruite ponti; tessete legami; intrattenete amicizie; promuovete unità. Siate uomini di preghiera: non trascuratela mai, soprattutto l’adorazione silenziosa, vera sorgente di tutto il vostro operato”.