Cibo

Sprechi alimentari: Greenaccord, mercoledì 28 settembre una giornata di studi

Uno schiaffo all’economia, all’etica, alla logica, all’ambiente e alla nostra salute: lo spreco di cibo, anche in assenza di motivi razionali, è una realtà che fatica a mutare. Ogni anno lungo la filiera mondiale dell’agroindustria si perde 1,6 miliardi di tonnellate di alimenti, dalla materia prima ai prodotti trasformati. Solo in Italia lo spreco pro capite annuo si attesta sui 146 chili. Per far luce sul fenomeno e far riflettere sulle strategie utili a ridare il giusto valore all’alimentazione e ai prodotti che la Terra sa fornirci, l’associazione culturale per l’informazione ambientale Greenaccord onlus in collaborazione con Arsial (Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione dell’agricoltura del Lazio) e la Regione Lazio, organizza a Roma mercoledì 28 settembre, all’Augustinianum, la giornata di studio “Il cibo prodotto, apprezzato, consumato, condiviso e che si butta via”.
All’evento prenderanno parte, in qualità di relatori, esperti nazionali e internazionali di alimentazione e filiere agricole. Obiettivo: fotografare il fenomeno e presentare le possibili correzioni anche attraverso l’illustrazione di storie e casi pratici. Previsti gli interventi, tra gli altri, di Marcela Villarela, Andrea Sonnino Carlo Hausmann, Francesco Maria Ciancaleoni, Antonio Rosati, Claudio Vincelli. “Della situazione attuale tutti siamo responsabili ed è arrivato il momento di una seria riflessione sulla riconquista di valore, non solo economico ma anche etico e culturale, del cibo – commenta il presidente di Greenaccord, Alfonso Cauteruccio -. Non solo gli attori delle filiere produttive e le catene di distribuzione ma ogni famiglia, ognuno di noi, soprattutto i privilegiati residenti nel mondo ricco, è chiamato a ripensare i propri stili di consumo”. In occasione dell’evento Arsial lancerà tre Borse Premio destinate agli Istituti Superiori del Lazio per le migliori proposte su come evitare gli sprechi alimentari, con l’ambizione di creare una squadra di giovani “volontari del cibo”.