Comece
(Bruxelles) “Possiamo e dobbiamo difenderci, ma adottando l’atteggiamento di chi sa che non ci sarà pace se non guarderà alle richieste legittime della parte avversa e combatterà con la stessa determinazione l’ingiustizia che ha in sé”. Così conclude Gerhard Beestermöller (Luxemburg School of Religion and Society) un contributo apparso sul nuovo numero di “Europeinfos” in cui analizza quali siano le “giuste risposte al terrorismo” dopo gli attacchi in Europa. Il mensile on line della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) analizza inoltre le conseguenze del colpo di stato del luglio scorso in Turchia per quanto riguarda le relazioni con l’Ue nel tentativo di indicare una strada virtuosa in un rapporto che dovrà necessariamente passare attraverso il dialogo e il “superamento delle paure”, come scrive il gesuita Jean-Marc Balhan. Ritorna inoltre il tema del controllo degli armamenti nucleari e il debole ruolo che l’Europa sta giocando in questo momento, mentre Markus Vennewald (Comece) critica le decisioni della Commissione di risparmiare a Spagna e Portogallo le sanzioni economiche per l’eccessivo indebitamento pubblico: la mancanza oggi di una “governance economica” rende possibile sacrificare l’idea della stabilità agli interessi politici. “In queste acque turbinose, si sta rivelando inefficace la guida intergovernativa adottata negli ultimi anni dai nostri capi di Stato”, scrive Johanna Touzel, nell’editoriale dedicato all’Europa del dopo Brexit (europe-infos.eu).