Cristiani perseguitati
Dopo il tragico attentato nella città bangladese di Dacca, avvenuto tra il 1° e il 2 luglio scorsi, la famiglia di una delle vittime, Simona Monti, uccisa durante la gravidanza, ha contribuito tramite Acs-Italia (Aiuto alla Chiesa che soffre) alla costruzione della chiesa di San Michele ad Harintana, piccola cittadina del Bangladesh meridionale appartenente alla diocesi di Khulna. Due giorni fa, martedì 27 settembre, è stata posta la prima pietra del nuovo luogo di culto. “Sono molto felice di venire a conoscenza del vostro generoso sostegno ai miei progetti – ha scritto ad Acs il vescovo di Khulna, monsignor James Romen Boiragi -, in particolare sono grato per quello di Harintana. Ero ansioso di completarlo” Il direttore di Acs-Italia Alessandro Monteduro ha ringraziato tutti i benefattori e i familiari di Simona Monti che “grazie alla loro generosità” hanno dato “l’opportunità di reagire al terrorismo con un progetto concreto” per “sconfiggere l’orrore”: “125 cattolici di Harintana finora sono stati costretti ad attraversare due fiumi per raggiungere una chiesetta in legno, lesionata e troppo piccola per accogliere tutta la comunità durante la messa festiva. Una volta completata la costruzione della nuova chiesa i fedeli avranno finalmente un luogo di culto adeguato”. Secondo Monteduro si tratta di un episodio particolarmente importante anche per la sua valenza simbolica: “Contro gli estremismi Acs è impegnata in tutto il mondo nella consapevolezza che l’unico modo cristiano ed appropriato di reagire è rafforzare con i fatti le minoranze perseguitate”. Dal gennaio 2015 ad oggi Acs ha realizzato in Bangladesh interventi per oltre 750mila euro.