Medio Oriente
“Priorità assoluta è mettere fine alla violenza. Il cessate-il-fuoco sono certamente utili, ma la comunità internazionale deve continuare a cercare il dialogo e il negoziato in vista di una soluzione alla crisi. In questo senso incoraggiamo e sosteniamo il difficile lavoro dell’inviato Onu Staffan De Mistura”. Lo ha sottolineato il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, in un messaggio che oggi ha inviato ai partecipanti al quinto incontro, promosso da Cor Unum, degli organismi caritativi cattolici che operano nel contesto della crisi umanitaria in Siria e Iraq, in corso a Roma. Nel testo, letto da monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati, il segretario di Stato vaticano ha ribadito la posizione della Santa Sede circa la guerra in Siria e in Iraq, “un conflitto che non può avere delle soluzioni militari ma solo politiche”. Due, per il cardinale Parolin, i principi di base da tenere in considerazione: “Il rilancio di un percorso di dialogo e riconciliazione e la salvaguardia dell’unità nazionale dei paesi coinvolti, evitando divisioni su basi sociali, etniche e religiose”. Prioritario per la Santa Sede “garantire al nuovo Iraq e alla nuova Siria uno spazio per tutti, comprese le minoranze etniche e religiose. La soluzione dei conflitti in Medio Oriente – ha affermato il segretario di Stato vaticano – esige il rispetto del diritto delle minoranze e il loro contributo specifico nella edificazione della società, il rispetto della libertà religiosa, e la disponibilità a rinunciare a qualcosa di personale per edificare il bene comune”. Altra questione “altamente delicata” toccata dal cardinale è “la presenza dei gruppi terroristici sul territorio, con i quali probabilmente non è possibile arrivare a una soluzione negoziata”. A tale riguardo “la Santa Sede riafferma l’iniquità del commercio delle armi che permettono a questi gruppi di perseguire nella loro azione. In ogni caso – ha aggiunto – la soluzione del problema del terrorismo deve essere frutto di una concertazione a livello internazionale in seno alle Nazioni Unite. Chiediamo a tutti sforzi più coerenti per combattere il terrorismo e favorire un percorso di pace”.