Giovani

Don Lorenzo Milani: De Rita (Censis), “la scuola per lui non era qualcosa di buonista”

“Per Don Milani, la scuola era un’istituzione monarchica e totalitaria, non era qualcosa di buonista. Don Lorenzo credeva infatti che per entrare nell’animo di una persona fosse necessario lacerarlo, come lui aveva lacerato se stesso al momento della sua conversione”. Lo ha detto Giuseppe De Rita, intervenendo, oggi a Firenze, alla quarta tappa della manifestazione nazionale itinerante, “Un futuro mai visto”, promossa dalla Fondazione con il Sud, in occasione le suo decimo compleanno. L’incontro, il penultimo di cinque, è stato dedicato alla figura di don Lorenzo Milani: “La scuola che serve”. Il presidente del Censis ha inoltre osservato come il prete di Barbiana credesse nel bene o nel male radicale. “Per questo – ha commentato – il buonismo e il senso democratico che gli sono stati attribuiti non gli appartengono”. “Don Milani – ha osservato ancora De Rita – diceva che la lama di rasoio su cui si basa la formazione dei giovani è fra l’educazione alla legalità e la coscienza politica”. Per tale motivo, ha concluso il presidente del Censis, “il valore del soggetto personale in Italia, della libertà soggettiva, non nasce con Pannella negli anni ’70 ma con don Milani, con il suo cattolicesimo, che sosteneva il primato della persona come fatto legalitario per eccellenza, ma anche come fatto politico per eccellenza. È questo quello che don Lorenzo voleva insegnare ai suoi ragazzi, ciò che lui aveva vissuto in prima persona, come esperienza formativa”.