Salute
In Italia i pazienti possono contare su 202 farmaci biotech, basati su materiale genetico, cellule e tessuti, che interessano 11 aree terapeutiche, frutto della ricerca di 28 aziende. Vaccini e malattie rare sono due importanti campi di applicazione. E’ quanto emerge dal Rapporto sulle biotecnologie del settore farmaceutico 2016, realizzato da Farmindustria in collaborazione con Ernst & Young e presentato oggi a Roma. Dei prodotti biotecnologici in commercio, 71 sono vaccini, per una pluralità di aree terapeutiche, e 30 sono destinati al trattamento delle malattie rare. “I progetti in sviluppo sono 324 – si legge nel Rapporto -, in crescita rispetto all’anno precedente del 7%, e riguardano soprattutto l’area oncologica”. E alcune patologie, proprio grazie al biotech, sono ora curabili, ad esempio l’Ada-Scid, sindrome rara da immunodeficienza severa che costringe i bambini che ne sono colpiti a vivere in una “bolla” per proteggersi dai germi; la psoriasi, la malattia di Hunter. Le tipologie di prodotti biotech usati sono principalmente gli anticorpi monoclonali e le proteine ricombinanti. Piccole, medie e grandi imprese del settore, diffuse su tutto il territorio, operano sinergicamente, mentre il biotech “può contare su un’intensità relativa in termini di addetti e investimenti in R&S circa 16 volte superiore rispetto al complesso degli altri settori dell’economia”.