Terremoto in Centro Italia
Niente balli, musica, luminarie e fuochi d’artificio che di solito si sommano alle devozioni, alle processioni e alle funzioni religiose di questo periodo estivo solitamente ricco di eventi. Così le parrocchie della diocesi reatina stanno rispondendo al dramma del sisma che ha colpito la zona di Amatrice e Accumuli. Dopo aver messo a disposizione competenze e risorse umane adesso è il momento di organizzare azioni di solidarietà anche attraverso le collette. Nell’Anno Santo in corso, il sisma ha cambiato il passo del “Giubileo delle feste patronali”, spingendo le comunità a tradurre in immediate azioni di solidarietà lo sguardo di misericordia chiesto da Papa Francesco. Ciò non solo per sobrietà, ma anche, affermano dalla diocesi di Rieti, “per devolvere quanto si raccoglie in favore di chi ha dovuto fare i conti con un evento terribile e imprevedibile, capace di cambiare nel corso di pochi secondi il senso dell’esistenza dei singoli, delle famiglie, di intere comunità. Un segno di quella partecipazione, di quella immedesimazione, che il vescovo Domenico Pompili ha chiesto a tutta la Chiesa di Rieti nella messa celebrata in cattedrale alla vigilia delle esequie di quanti sono rimasti sotto le macerie”. Lo sforzo delle parrocchie va ad aggiungersi a quello della Caritas diocesana e dell’Istituto diocesano sostentamento clero che hanno varato una serie di iniziative volte a sostenere la popolazione. Come già anticipato dal Sir la diocesi ha sospeso gli affitti e emanato agevolazioni per le aziende che insistono sulle proprietà dell’Istituto diocesano sostentamento clero. La Caritas diocesana ha creato una struttura di coordinamento aiuti e attivato punti di contatto con la cittadinanza. Un servizio che sarà garantito da una presenza stabile di volontari, per i quali è in allestimento un attrezzato campo base. La scelta è quella di plasmare l’ascolto dei bisogni e le relative risposte sulla realtà dell’area montana, che vede le comunità organizzate secondo le diverse frazioni. Un’azione che trova nell’esperienza e nel radicamento sul territorio dei parroci un necessario trait d’union. Un altro obiettivo che il gruppo di lavoro intende perseguire nel breve termine è la creazione di un centro polifunzionale nell’area interna all’istituto “Don Minozzi”, una sorta di piccola piazza nelle cui strutture sia possibile celebrare la messa, incontrarsi, recuperare progressivamente la perduta quotidianità.