Sentenza Grande Chambre
(Bruxelles) Soddisfazione per una “decisione che rafforza la protezione dei bambini e manda un chiaro segnale contro la maternità surrogata e il traffico di esseri umani” è stata espressa anche dalla Federazione europea delle associazioni delle famiglie cattoliche (Fafce) riguardo la sentenza della Grande Chambre della Corte europea dei diritti dell’uomo, emessa ieri in relazione al caso “Paradiso-Campanelli contro Italia”. La sentenza conferma la decisione delle autorità italiane di non riconoscere alla coppia la possibilità di registrare un figlio ottenuto in Russia da una “madre surrogata”, senza legami biologici con la coppia stessa. “È molto positivo che la Corte riconosca il diritto degli Stati a non legittimare gli accordi di surrogazione”, ha dichiarato il presidente Fafce, Antoine Renard, confermando “la necessità di difendere i diritti dei figli nati da maternità surrogate e ferma l’attuale pericolosa tendenza verso un ‘diritto al figlio’”. Così la Corte proibisce “l’adozione privata fondata su una relazione contrattuale tra gli individui, restringendo il diritto dei genitori adottivi di portare minori stranieri in Italia ai casi in cui le regole internazionali sull’adozione sono rispettate”, spiega la nota Fafce, che vede positivamente il fatto che il legislatore italiano abbia voluto “proteggere i minori da pratiche illegali, alcune delle quali possono essere definite come traffico di esseri umani”. La sentenza è “un incoraggiamento a proseguire nella lotta contro la maternità surrogata”.