Ecumenismo
La “capacità di resistere alla dinamica dell’odio dipende in larga parte dal sangue freddo che i responsabili politici e religiosi sanno manifestare” ed è responsabilità delle Chiese in Europa fermare ogni tentativo di rispondere alla paura con “irrazionalità e fanatismo violento”. Lo ha detto il cardinale André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi, aprendo questo pomeriggio nella sua città il V Forum europeo cattolico-ortodosso promosso dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) insieme con il Patriarcato ecumenico, in accordo con le Chiese ortodosse presenti in Europa. Il Forum quest’anno è centrato su un tema di grande attualità – “L’Europa nel timore della minaccia del terrorismo fondamentalista e il valore della persona e la libertà religiosa” – e si svolge nella città dove esattamente due anni fa, con l’attacco alla redazione di Charlie Hebdo, ebbe inizio una lunga serie di attacchi terroristici di matrice islamista.
Nel suo saluto ai partecipanti il cardinale ha parlato del “lungo inverno della civiltà” che sta attraversando il mondo e l’Europa e ha chiesto: “Come le nostre Chiese possono contribuire a sviluppare il rispetto per la persona umana e la libertà di coscienza di fronte a movimenti terroristici che utilizzano le forme del linguaggio religioso per ingannare gli spiriti?”. Ed è a questo punto che l’arcivescovo ha sottolineato tre “insegnamenti” che l’esperienza “di crudeltà” vissuta in Francia ha lasciato. Il primo è “la capacità di reazione solidale” che ha dimostrato la Francia e che “ha fatto fallire uno dei primi obiettivi dei terroristi che era quello di scatenare il panico e la divisione della società per costruire una situazione di crociata. È evidente che la paura esiste – ed è naturale che esista – ma questa paura non ha paralizzato la nostra società né ha permesso di scatenare manifestazioni di vendetta contro i musulmani”. Il secondo insegnamento è “la capacità di resistere alla dinamica dell’odio” ma ciò dipende in gran parte dai responsabili politici e religiosi. “In questi contesto le nostre Chiese, più ancora degli altri corpi sociali, sono chiamate a diventare esempi pedagogici di gestione della paura e dello sgomento”. Infine – ha concluso il cardinale – “il modo con cui noi pratichiamo il rispetto della libertà di coscienza è un segno potente che contraddice lo slogan secondo il quale le religioni monoteiste sono necessariamente violente e alienanti”.
Il Forum è stato aperto dai co-presidenti, il metropolita Gennadios di Sassima del Patriarcato ecumenico, e il cardinale Péter Erdő, arcivescovo di Esztergom-Budapest. I lavori si concluderanno giovedì 12 gennaio con l’adozione di un messaggio finale da parte dei partecipanti. Della delegazione ortodossa fanno parte metropoliti dei Patriarcati ecumenico, di Antiochia, Mosca, Serbia, Romania, Cipro, Grecia, Albania e Slovacchia. Della delegazione cattolica fa parte anche il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e neo-eletto presidente del Ccee.