Dichiarazione di Roma
“Ci sono azioni molto concrete che possiamo mettere in atto per proteggere i minori di casa nostra” dagli abusi, in particolare quelli legati al mondo digitale. Lo afferma don Marco Sanavio, direttore dell’Ufficio per le Comunicazioni sociali della diocesi di Padova, in una nota pubblicata sul sito www.weca.it, portale dell’Associazione webmaster cattolici italiani. Dopo il convegno “Child dignity in the digital world” tenutosi la scorsa settimana alla Pontificia Università Gregoriana di Roma e conclusosi con la presentazione a Papa Francesco della “Dichiarazione di Roma”, don Sanavio individua nel documento, articolato in 14 indicazioni strategiche, cinque azioni concrete. “Evitare di pubblicare in Internet dati sensibili dei minori e foto nelle quali il loro volto sia chiaramente riconoscibile”, “esercitare un’educazione costante, oltre che un ascolto attento, può aiutare a prevenire fenomeni gravi legati a soprusi e vessazioni perpetrate attraverso i mezzi digitali”, “segnalare immediatamente rischi gravi per i minori, qualora si sospettino abusi, adescamenti, tentativi di carpire la loro buona fede, coinvolgimento in dipendenze”, “vigilare e accompagnare l’attività videoludica che, in alcune occasioni, può nascondere insidie non banali” e “aiutare gli adulti a comprendere quali risorse e quali rischi possano incontrare oggi i minori nel rapporto con gli schermi digitali, senza trascurare il fatto che anche loro possano necessitare di formazione”. “Qualche diocesi o gruppo di operatori pastorali – rileva il sacerdote – si è già rivolto ad esperti in questo ambito”. Per l’organizzazione di iniziative, don Sanavio segnala le attività del Centro per la protezione dei minori della Pontificia Università Gregoriana e il progetto “Catholic Voices Italia”.